Di Mario Ricca
(Foto), Prese Da Internet
Premesso che a mio parere stato e Mafia sono la medesima cosa, ritengo che oggi ricorra semplicemente l’anniversario di un regolamento di conti.
Appresi degli eventi pirici di trent’anni orsono mentre mi accingevo a festeggiare una cresima, (non mia) e nella mia ingenuità post adolescenziale, (avevo solamente 21 anni), caddi nella trappola. Lo confesso, anch’io ho ritenuto stato e Mafia avversari, quindi i soggetti approdati all’altro mondo in seguito a quegli eventi li consideravo vittime che stavano dalla parte del giusto. Col passare degli anni, ho capito che stato e Mafia non sono avversari e a mio parere, è lo stato che opera in regime di concorrenza sleale, sia perché col paravento della legalità fa il bello e il cattivo tempo potendosi permettere di essere socio di maggioranza in tutta la sfera produttiva del Paese senza investire, sia perché chi opera per conto del leviatano lo fa senza correre rischi.
Tra un governo che dice “o fai come dico io, e ti vaccini o ti rendo la vita impossibile” senza rischi per i ricattatori e un mafioso che rischiando in proprio dice “o fai come ti dico io o ti ammazzo”, ritengo che quest’ultimo, per il semplice fatto che è privo di ipocrisia abbia più dignità rispetto ai lestofanti del leviatano.
Tornando ad oggi, chi viene ricordato sapeva di combattere una guerra e come in qualsiasi faida, il rischio di rimanerci è dietro l’angolo.
Mi domando in fine, come mai dopo i fatti del 1992, non si sono più verificati episodi analoghi.
Intelligenti Pauca!