Di Vittorio Venditti
(Foto), Di Antonello Moffa E Marco Frosali
Resoconto Della “Normalità”
Io non mi sono mai tirato indietro quando si è trattato di dire la verità dei fatti: Oggi non sono da meno e per questo, sia pur in breve e per didascalie, ti racconto quanto ho vissuto a proposito della festa di Halloween, per noi quest’anno coincisa con quella di Pelloween, atteso che già ieri pomeriggio avessimo perso Marco, tornato a Roma per lavoro.
Quest’anno dunque, come da tradizione, Totore ha voluto dare spettacolo mascherandosi da par suo e scegliendo di trasformarsi in morto tornato in vita: Zombie.
Quello che ieri non ha potuto essere per gambatesaweb il fotografo di fiducia, con la sua voglia di vivere che cozza spesso con i problemi che gli vengono imposti dal lavoro, anche quest’anno si è impegnato nel creare la sua maschera, stando ben attento a costruirla spendendo il necessario, vale a dire il meno possibile.
Usciti come ogni sera alle sèi, già acquartierati presso il bar dei cafter, ecco che si fa vivo anche il buon Marco Frosali, proveniente dall’Urbe e con il bottino del quale vedrai più tardi.
Lo zombie che si era impossessato di Totore, aveva come tema la sua morte che risaliva alla prima guerra mondiale, ragion per cui abbiamo pensato bene di fotografarlo in fase di “rimembranza” dei suoi trascorsi,
mettendo in mostra quanto si può vedere in una lapide solenne.
Stando in un paese come Gambatesa, ovviamente non potevano mancare curiosi ed intriganti!
La serata andava avanti e certo non potevamo evitare di recarci presso i luoghi ove negli anni scorsi si sono tenute feste che quest’anno sono mancate!
Sì, quest’anno i vecchi esercizi hanno saltata questa festa, ma chi gestisce il parco giochi si è superato, mostrando la vera voglia di vivere che esorcizza ogni forma di satanica morte.
La Cantinella Vagabonda anche l’altra sera ha dato il meglio di sé, tenendo fede a quanto pubblicizzato nei giorni precedenti: (qui lo spot), segno che alla faccia della morte, chi vuol lavorare, sa come creare Vita anche in un paese agonizzante come Gambatesa.
Totore è andato anche a disturbare Pietro e compagni, (i SushaFire), gruppo che nemmeno questa volta si è smentito nel saper suonare bene e tenere in pugno la serata con la leggerezza di chi, umilmente, ma sapientemente, sa fare il proprio lavoro.
Lasciati i musici al loro dovere, il “morto”, proprio perché tornato in vita, ha riprese le sue abitudini,
dimenticando che lui, fra noi, non poteva più stare!
A nulla è valso il tentativo d’impietosire i becchini che volevano riportare una “normalità”, l’altra sera impossibile da governare.
Lo zombie infatti, tornato vorace come non mai, ha voluto far comprendere che la morte in battaglia non potesse identificarsi con la fine di una vita.
nemmeno se si considerano i vizi degli uomini in questa “valle di lacrime”,
neppure se si fosse presentato cotanto esorcista, così alto in grado.
Sì, la creatura tornata per un po’ su questa terra, alla fine ha mostrata l’origine della sua partenza, invitandoci là dov’è la sua casa abituale, non per punirci, ma al fine di mostrarci che poi, l’inferno, non è così brutto come viene descritto dai religiosi che per questo vi relegano a loro e vi truffano in nome di Dio.
Il dire che i bambini propongono ogni Halloween, è sintetizzato nella positiva risposta del nostro amico, visibile e mangiabile!
Se poi andiamo al dunque e tralasciamo i piccoli, noi grandi abbiamo avuta la conferma delle nostre supposizioni dalla foto appena mostrata.
Non ricordo, (per la pelle ormai soverchiante), chi ha scattata quest’ultima foto, ma mi è ben chiaro il risultato che si è verificato di lì a poco: una magnata di marroni, (portati da Marco da Viterbo), con l’aggiunta di castagne requisite da Giuseppe (zngarell), visto che il bottino proveniente dalla Tuscia era scarso.
Una bella sorpresa me l’ha fatta mia nipote Ilenia che con il suo papà, (mio fratello Tonino), è venuta ad onorarci della sua presenza ed a mangiare qualche castagna.
Fra noi era presente anche Donato che non è voluto esser da meno nel portare qualcosa: Si è presentato con una bottiglia di spumante, dimenticando che quella schifezza era già stata bocciata dalla squadra qualche mese fa. Niente di problematico: l’abbiamo buttato e la vita è continuata!
Finito il banchetto estemporaneo e considerato che al Trasce E Jsce quest’anno non c’è stata la festa, abbiamo pensato di spostarci verso il bar Pallons, ancor più deserto. Così, senza scendere dalla macchina di Giuseppe, lo “zingaro” di cui sopra, abbiamo deciso di spostarci a Tufara, paese davvero ospitale per la maschera di Totore: Un vero mortorio, da poco passata la mezzanotte!
Non c’era un piffero di nessuno: Nemmeno a pagarli!
Siamo così rientrati e strada facendo, Giuseppe non si è accorto che qualcuno ci seguiva mentre ci ritiravamo; ogni tanto venivamo lampeggiati, ma il nostro autista, (del quale stavamo anche provando l’automobile che Questo ha da poco acquistata, impegnato alla guida, ha evitato di dar peso alle segnalazioni, sempre più insistenti, man mano che ci avvicinavamo a Gambatesa. Tornati in paese e scaricato Totore presso il bar Pallons in qualità di zombie a quell’ora piuttosto stanco morto, Giuseppe ha deciso di riaccompagnare anche me e Marco, facendo però il giro più lungo, sempre con la macchina che ci seguiva a breve distanza. In piazza Riccardo però, la vettura che avevamo dietro praticamente da Tufara, decide di arrembare: Erano i carabinieri.
E mo?
Gianni, carabiniere sì, ma prima di tutto amico e vera persona seria per Gambatesa, (serio nel vero senso della parola), ha guardato Giuseppe che praticamente non si era accorto dell’inseguimento e gli ha detto: “Vattenn, va!”.
Non sapevamo se ridere o se piangere: sicuramente sapevamo cosa fare in caso di prova del palloncino: vomitare!
Si è conclusa così una serata che a tutti gli effetti e ben riuscita con poco, ma soprattutto con la fantasia di Totore che si è mascherato nonostante i problemi che lo attanagliano, nonostante la vita che sinceramente in questo periodo tutto può essere, tranne che ridanciana, nonostante ci sia chi sta peggio di noi, per fortuna non per nostra colpa.
Godremo di più e meglio a seguire!