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POIETIKA. DAVID GROSSMAN – La Pace E’ L’Unica Strada

Di Fondazione Molise Cultura

DAVID GROSSMAN in dialogo con Adriano Monti Buzzetti e Antonella Presutti
La pace è l’unica strada
TEATRO SAVOIA, CAMPOBASSO 6 aprile ore 18,30

Fondazione Molise Cultura

Poietika s’appresta a chiudere la sua nona edizione con un evento straordinario che vedrà protagonista David Grossman, uno dei più importanti scrittori israeliani contemporanei. Domani alle ore 18:30, il Teatro Savoia di Campobasso (posti esauriti) ospiterà il dialogo tra Grossman, Adriano Monti Buzzetti e Antonella Presutti, un incontro che promette di toccare temi profondi e attuali, dalla guerra alla pace, dalla memoria al dolore.

DAVID GROSSMAN

David Grossman, noto per il suo impegno politico e per la sua profonda capacità d’introspezione, condividerà con il pubblico la sua visione del mondo, segnata dalla consapevolezza della fragilità umana e dalla necessità di costruire ponti di dialogo. La sua produzione letteraria (che spazia dal romanzo al saggio) è caratterizzata da una profonda sensibilità e da una capacità unica di coniugare il registro realistico con quello fantastico-simbolico.

Adriano Monti Buzzetti

Adriano Monti Buzzetti, giornalista RAI, scrittore e saggista, responsabile della Redazione Cultura del TG2, condurrà il dialogo con Grossman, approfondendo i temi centrali della sua opera e della sua riflessione politica. La presidente della Fondazione Molise Cultura Antonella Presutti, oltre a fare gli onori di casa, offrirà al pubblico una chiave di lettura per comprendere la complessità del pensiero di Grossman e la sua importanza nel panorama culturale contemporaneo.

DAVID GROSSMAN. – Scrittore israeliano, rappresentante tra i più significativi della letteratura israeliana e noto per l’apertura delle sue posizioni liberali, la sua produzione è segnata in modo significativo dall’impegno politico e si struttura su due piani: quello irreale e simbolico e quello strettamente legato all’attualità israeliana. Secondo una concezione dell’infanzia quale museo della memoria, ha privilegiato i bambini come protagonisti dei suoi romanzi coniugando, con finezza di mezzi espressivi e d’invenzione, il registro realistico a quello fantastico-simbolico. Alla sua opera più nota ‘Vedi alla voce: amore’ (1988), ha fatto seguito una produzione copiosa e diversificata, tra cui vanno segnalati i romanzi ‘Che tu sia per me il coltello’ (1998) e ‘Col corpo capisco’ (2002), e il saggio ‘Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra’ (2007). Tra le ultime opere vanno segnalati i romanzi ‘Il miele del leone’ (2005); e soprattutto ‘A un cerbiatto somiglia il mio amore’ (2008), ambientato durante la Guerra dei sei giorni, un testo che sembra ripercorrere con toni rarefatti e intimisti la vicenda autobiografica che nel 2006 ha vista la morte di suo figlio Uri, ucciso da un missile anticarro durante un’operazione delle Forze di difesa israeliane nel sud del Libano. I temi della morte e della perdita echeggiano anche in ‘Caduto fuori dal tempo’ (2011), racconto a più voci che è anche l’elaborazione di un lutto indicibile e nel romanzo ‘Applausi a scena vuota’ (2014) che indaga sul rapporto tra artista e pubblico, riflettendo su questioni profonde quali il dolore e l’assenza, mentre all’infanzia è dedicato ‘Mia, tua, nostra’ (2016). Tra i suoi lavori più recenti occorre ancora citare il romanzo ‘La vita gioca con me’ (2019) e ‘La pace è l’unica strada’ (2024), raccolta di alcuni interventi sulla traiettoria politica di Israele fino agli eventi del 7 ottobre 2023.

ADRIANO MONTI BUZZETTI. – Classe 1968, giornalista professionista, saggista e scrittore. Laureato in Scienze Politiche alla LUISS, è responsabile della Redazione Cultura del TG2, di cui ha condotto anche il rotocalco Tg2 Weekend e gestiti spazi tematici nella rubrica Achab Libri, oltre a curare alcuni Dossier su temi storici, letterari e d’attualità. In precedenza ha lavorato per l’informazione parlamentare della RAI, dove ha firmati anche alcuni documentari su arte e storia di Montecitorio e prima ancora presso la Radio Vaticana e i media della Santa Sede, seguendo capillarmente per un decennio l’attività e i viaggi internazionali di San Giovanni Paolo II e intervistando personaggi come Mikhail Gorbaciov, Madre Teresa di Calcutta e il cardinale Joseph Ratzinger. Ha scritto d’arte, letteratura, folklore, storia militare, della Chiesa e del costume su numerosi quotidiani e periodici. Da oltre un trentennio s’occupa di letteratura, in particolare fantastica, con libri, articoli, conferenze, saggi e opere di narrativa. Di recente ha collaborato all’organizzazione della prima mostra italiana su J. R. R. Tolkien alla GNAM. È direttore editoriale di una storica rivista letteraria attiva sin dagli anni Settanta. Tra i riconoscimenti ricevuti: nel 2007 il Premio nazionale “Paola Angelici” indetto dalla Radiotelevisione Italiana, nel 2008 il Premio “Giuditta Nanci” dell’Associazione Stampa Parlamentare, nel 2020 il Premio Nazionale Sulmona per la sezione Giornalismo d’Arte. Gli ultimi volumi pubblicati: ‘Oscure Radici’ (2023), ‘Tolkien e Lovecraft. Alle origini del fantastico’ (2023), ‘Reporter col cilindro. Alle origini del giornalismo parlamentare’ (2022). Dal gennaio 2024 è il Presidente del Centro per il libro e la lettura (Cepel).