Di Neuromed
Tecnica, anatomia e formazione: la scuola neurochirurgica del Neuromed guarda lontano
Dal 3 al 5 aprile si terrà a Pozzilli, presso il Parco tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed, la nona edizione del Memorial Giampaolo Cantore, evento formativo e scientifico che riunisce neurochirurghi provenienti da tutta Italia e dall’estero per confrontarsi sulle tecniche più complesse e raffinate della chirurgia della base cranica.
Il programma dell’edizione 2025 alternerà sessioni in sala operatoria, momenti di confronto multidisciplinare e un’intensa attività pratica svolta all’interno del Laboratorio di Medicina Necroscopica “Giampaolo Cantore”, struttura d’eccellenza che ha avviata la sua attività nel dicembre del 2021 e che negli ultimi anni è diventata un riferimento internazionale per la formazione neurochirurgica. Il focus sarà ancora una volta l’anatomia chirurgica applicata, con un’attenzione particolare agli approcci endoscopici e microchirurgici, ma anche alla discussione interattiva dei casi clinici e alle lezioni teoriche svolte da una faculty d’altissimo profilo.
Alla base di quest’evento c’è una visione della neurochirurgia come disciplina in continua evoluzione, in cui la precisione tecnica s’unisce allo studio, all’esperienza e alla trasmissione del sapere. E’ proprio su quest’ultimo aspetto che s’innesta il ricordo del professor Giampaolo Cantore, per anni alla guida della Neurochirurgia dell’Istituto di Pozzilli, a cui il laboratorio e il Memorial sono intitolati. Figura di riferimento nella neurochirurgia italiana, Cantore ha lasciata un’impronta profonda non solo per le sue capacità cliniche, ma per l’instancabile dedizione all’insegnamento.
“Cantore aveva un’idea chiara e rigorosa della formazione – spiega il professor Vincenzo Esposito, responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed –. Voleva che i giovani imparassero osservando, studiando, ma soprattutto mettendosi in gioco in prima persona. Il suo insegnamento non era mai astratto: partiva dai casi concreti, dalla quotidianità della sala operatoria, dall’etica del lavoro ben fatto. Oggi questo Memorial è il modo più autentico per portare avanti la sua eredità”.
In questi anni, il Laboratorio “G. Cantore” ha ospitato complessivamente 30 corsi, con la partecipazione di centinaia di discenti provenienti da tutti i continenti. Solo l’Antartide manca all’appello, ma al Neuromed si è pronti a scommettere che anche da lì, magari da una remota base scientifica, possa arrivare qualcuno curioso d’imparare.
La faculty che guida questi corsi ha visti decine di esperti di fama nazionale e internazionale: professionisti provenienti dalle principali università e centri clinici, impegnati da anni nella didattica e nella ricerca neurochirurgica. Un patrimonio di conoscenze che viene condiviso in modo diretto con i partecipanti, alternando momenti teorici e attività pratica in sala e in laboratorio.
“Il Cadaver Lab è stato una scommessa che pochi avrebbero fatto – racconta il dottor Nicola Gorgoglione, tra gli organizzatori -. Abbiamo iniziato in modo essenziale, con passione e pochi mezzi. Oggi accogliamo neurochirurghi che arrivano da tutto il mondo: America, Asia, Africa, Australia. Tutti animati dalla voglia di imparare in modo diretto, concreto, senza filtri. È una rivoluzione silenziosa, nata lontano dai grandi centri, ma proprio per questo più libera, più viva”.
Il dottor Paolo di Russo, anche lui uno degli organizzatori, sottolinea poi il valore della pratica come strumento formativo: “Nel Cadaver Lab s’impara con le mani, ma anche con il rispetto per il corpo umano, per ciò che rappresenta. Ogni corso è un’esperienza di crescita, sia tecnica che personale. È qui che si forgia la sensibilità del chirurgo, non solo la sua abilità. Questo vale soprattutto per i più giovani che trovano un ambiente in cui l’errore è parte dell’apprendimento e la competenza si costruisce passo dopo passo”.
Per il Neuromed, questa iniziativa rappresenta non solo un momento d’alta formazione, ma anche un’occasione per riaffermare il proprio impegno nella crescita delle nuove generazioni di neurochirurghi, nel segno di una tradizione che guarda al futuro. Un futuro che come amava ripetere Cantore, si costruisce un gesto dopo l’altro, con studio, attenzione e passione.
Il corso di quest’anno, organizzato dai dottori Paolo di Russo, Arianna Fava, Nicola Gorgoglione e Giandomenico Petrella, vedrà la presenza tra gli altri, dei professori Vincenzo Esposito, Gualtiero Innocenzi e Sergio Paolini (della Neurochirurgia Neuromed) e tra i più famosi Neurochirurghi internazionali: Antonio Bernardo, New York Cornell, Amir Dehdasti, New York long Island North Shore Hospital, Avin Taher, Kurdistan Iraq Ashtee Teaching Hospital, Peter A. Winkler, Berlin Charité Hospital.
L’apertura dei lavori si terrà giovedì 3 aprile a partire dalle 8.00 nel Parco tecnologico dell’Istituto, in Via dell’Elettronica, Pozzilli, per poi proseguire nel Laboratorio di Medicina Necroscopica.