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Ventotene

Di Vittorio Venditti

Meloni: “Quest’Europa Non E’ La Mia”

La gazzarra di questi giorni starà facendo rivoltare nelle tombe in ordine alfabetico Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e per finire il più noto Altiero Spinelli, vale a dire gli autori di quel Manifesto di Ventotene che da carcerati costoro hanno redatto e passato alla storia come ciò che avrebbe dovuto generare quanto ha dimostrati tutti i suoi limiti, innanzitutto nel rispetto dei suoi ‘genitori’.

Europa

Titolo originale: “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”. Quell’Europa nella quale tanti giovani hanno creduto per poi tornare sulle proprie decisioni dopo aver compresa la fregatura che è stata finalmente messa in piazza (e che piazza) da chi viene definita ‘erede’ di un contesto storico che per molteplici ragioni non esiste più ne potrebbe tornare in vita se non nei sogni con i quali certi ‘compagni’ cercano di difendersi per provare a recuperare quel potere inviso quando si sta all’opposizione, ma vitale allorché in qualche modo s’arriva nella cosiddetta ‘stanza dei bottoni’.

Falcetta Nera

“Quest’Europa non è la mia” è la frase che ha svegliati dal torpore ‘interessato’ tanti sedicenti ‘europeisti convinti’ che quando sono stati a poter decidere del destino di quel ‘vecchio continente’ che dopo averne fatte di cotte e di crude, forse aveva trovata la pace dei sensi, non hanno saputo far altro che coltivare i propri biechi interessi, coperti dal ‘tanto noi siamo le Istituzioni e nessuno potrà contestare ciò che facciamo’. Invece chi si ribella giunge proprio da laddove la contestazione una volta la si reprimeva, tanto che risulta ironicamente chiaro che ‘s’è rivoltato il mondo’.

L’Europa: unita? Lo si vede giornalmente quando per arrivare a produrre la Legge che ad esempio calcola la misura univoca e precisa delle zucchine (possibilmente da disprezzare a vantaggio della ‘più nutriente’ farina di grilli) o prova a far in modo che chi ha un’automobile patisca la costrizione di doversene disfare pur se necessaria, in nome di pseudo-risparmi nell’inquinamento (trasferito e comunque presente), a favore di cappi alla gola denominati mutui per acquisti spesso non essenziali, costringe quelle marionette legate a molti fili ai gruppi d’interesse che le hanno portate nel sedicente ‘parlamento’, dove si parla per l’appunto di tutto, tranne che di governare l’Europa, a scendere eternamente a compromessi perché se poi si superano questi ‘scogli’ si rischia anche di riuscire giustappunto a governare. L’Europa: libera? Magari dai gruppi d’interesse sopra richiamati?

E’ difficile pensare che l’intelligenza dei quattro lettori di questa testata sia così morta da far credere che questa sia l’Europa da far propria, ma tutto è possibile perché la democrazia è anche questo. Resta davvero da porre un quesito:

Perché S’Arriva A Questa Radicale Reazione?