Di Luca Giordano
Come in un libro umoristico o in una vecchia commedia in bianco e nero i protagonisti di questa vicenda sono i fedeli e il parroco della chiesa di Sant’Antonio nella centralissima piazza Diamare di Cassino.
2500 euro è stata la cifra pagata da alcuni fedeli per aderire ad una gita spirituale della durata di dodici giorni (dal 16 al 27 giugno scorsi) organizzata proprio dal parroco e dal diacono della frequentatissima parrocchia, gita che a pochi giorni dalla partenza gli organizzatori hanno rinviato per problemi tecnici.
E così da giugno, la data della partenza è stata posticipata a settembre, per poi esser spostata ad ottobre e per finire a novembre, quando il parroco è stato messo alle strette dai parrocchiani stufi delle continue disdette del viaggio e che dunque hanno richiesto i soldi indietro.
“I soldi che abbiamo versati non ci sono stati più restituiti” dice una signora che quindi si è rivolta ai suoi legali per sporgere denuncia. Dal canto loro, il prete ed il suo diacono hanno dichiarato che loro stessi sono stati raggirati da un’agenzia di viaggi che dopo aver incassati i soldi della gita sarebbe sparita.
Ora la palla passa alla magistratura che deve cercar di far luce sulla sorte dei danari per questo viaggio poco benedetto.